I vini

Mappa denominazioni 2018


I vini delle Terre di Arezzo sono:

 

:: Chianti DOCG (DOC nel 1967, DOCG nel 1984)

:: Chianti Colli Aretini DOCG

:: Valdichiana Toscana DOC (originariamente Bianco Vergine della Valdichiana DOC nel 1970, modificato in Valdichiana e comprendente una gamma di vini rossi e bianchi nel 1999).

:: Cortona DOC (DOC nel 1999 per una gamma di varietà di vini e Vin Santo)

:: Vald'Arno di Sopra DOC (nuova DOC nata nel 2011 per una gamma di varietà di vini e vitigni autoctoni ed alloctoni)

:: Colli dell'Etruria Centrale DOC

:: Vinsanto del Chianti DOC

 

Consorzio-Vino-Chianti

CHIANTI DOCG

Il vino Chianti prodotto in Toscana è probabilmente il più noto e più rappresentativo di tutti i vini italiani. Vino di antica origine, il Chianti è stato riconosciuto per la sua area geografica solo a partire dal Medioevo.

La zona di produzione di vino Chianti è stata ufficialmente delimitata da Cosimo dei Medici III agli inizio del XVIII secolo e la definizione del carattere del vino è nata sotto la maestria del Barone Ricasoli nel tardo XIX secolo utilizzando una vasta gamma di varietà locali, comprese le uve a bacca bianca. Il titolo Chianti DOC è stato creato nel 1967 mentre nel 1984 è stato promosso al livello più alto di classificazione dei vini italiani: DOCG.

Oggi il Chianti è una fonte di vini di classe mondiale allontanandosi nel tempo dall'immagine tradizionale di vino in fiaschi (bottiglie impagliate).

Le leggi locali richiedono che il Chianti debba avere un minimo di 70% Sangiovese (fino ad un massimo di 100%). Sono ammessi anche i vitigni autoctoni Canaiolo e Colorino, come gli internazionali Cabernet Sauvignon e Merlot ed anche Syrah, ma sempre in misura limitata. Nella sottozona Chianti Colli Aretini è consentito anche l'uso di uve a bacca bianca (Trebbiano e Malvasia).

La zona vinicola del Chianti si estende nelle province di Prato, Firenze, Arezzo, Pistoia, Pisa e Siena. Sei le sottozone di Chianti presenti nella DOCG (Chianti Colli Aretini, Chianti Colli Fiorentini, Chianti Colli Senesi, Chianti Colline Pisane, Chianti Montalbano, Chianti Montespertoli e Rufina).

Il Chianti è un vino fruttato, sostenuto da un'acidità vivace e tannini morbidi. Deve essere invecchiato per un minimo di quattro mesi e per la designazione Superiore per altri tre mesi prima della commercializzazione. La menzione 'Riserva' indica che il vino è stato invecchiato per almeno 24 mesi.

Per molti anni il Chianti è stato imbottigliato nei fiaschi, bottiglie rotonde avvolte con la paglia, che sono diventati icona in tutto il mondo. L'utilizzo è diminuito nel XXI secolo quando i produttori hanno cercato di scindere l'associazione del vino italiano con l'immagine ormai datata. Oggi i vini Chianti vengono commercializzati in bottiglie bordolesi.

 

VALDARNO DOC

VALDARNO DI SOPRA DOC

Nel panorama delle Denominazioni di Origine Controllata la Valdarno di Sopra è una delle DOC più recenti (2011). Con il bando di Cosimo III de’ Medici nel 1716 questa zona riceve storicamente l’attribuzione di area destinata alla produzione di vini di qualità.

E’ stata avviata la procedura di modifica del disciplinare così da prevedere come requisito essenziale la certificazione biologica: questo perchè è convinzione che qualità dei vini e tutela del territorio siano strettamente correlati. In questo modo la Denominazione Valdarno di Sopra sarebbe la prima denominazione totalmente biologica in Italia. 

 

CORTONA DOC

CORTONA DOC

Le vigne attorno alla città collinare di Cortona erano già famose più di cento anni fa per i vini rossi e bianchi di quanto non lo siano attualmente. La denominazione ha ottenuto il riconoscimento nel 1999. Oggi gli ettari interessati dalla produzione della Doc sono oltre 300, una denominazione ampia dominata tuttavia dalla produzione di Syrah, Merlot e Sangiovese. Il Syrah è uno dei vitigni più coltivati nel territorio della denominazione Cortona, tanto che oggi l’80% circa della produzione Doc fa proprio riferimento a questo vitigno, una varietà di uva che ha saputo trovare nelle colline intorno a Cortona un ambiente pedoclimatico ideale per esprimersi.

 

VADICHIANA DOC

VALDICHIANA TOSCANA DOC

L’ampia Valle della Chiana si è imposta all’attenzione da oltre un secolo grazie ai suoi vini bianchi vivaci, caratterizzati da un marcato retrogusto di mandorla, una tipologia che è stata ufficialmente  classificata nel 1972 come Bianco Vergine Valdichiana DOC basata sul Trebbiano Toscano.

La DOC è stata modificata ed ampliata nel corso degli anni Novanta per permettere l’ingresso al vinsanto e ad una gamma di vini rossi e bianchi concepiti solitamente per essere apprezzati giovani. La zona si estende fino alla provincia di Siena attorno a Montepulciano, Chiusi e Sinalunga.

 

igt

INDICAZIONE GEOGRAFICA TIPICA (IGT)

Il vino ad indicazione geografica tipica “Toscano” rappresenta una delle IGT più importanti a livello nazionale.

Libero da vincoli stilistici imposti ai vini DOCG e DOC, i vini IGT Toscana possono essere realizzati in quasi ogni forma immaginabile, bianchi, rossi e rosati. Naturalmente, dato il successo di lunga data dei grandi vini rossi toscani, questo stile è di gran lunga il più comune.

Durante la fine del 1960, un certo numero di produttori ha cominciato a fare vini in stile moderno di altissima qualità che, in seguito, sono divenuti noti come i 'Super Tuscans' e ben presto hanno acquisito fama e rispetto internazionale.

Oltre ai vini a base di Sangiovese, molti ben noti Super Tuscans presentano un "Bordeaux-blend", sulla base di quello tipico che incontriamo a Bordeaux (Cabernet Sauvignon e Merlot): la caratteristica eleganza del Sangiovese viene coniugata con l'intensità aromatica e cromatica dei vitigni internazionali. Un altro vitigno internazionale spesso utilizzato è il Syrah.

Alcuni produttori propongono in questa denominazione vini basati su vitigni autoctoni che nella nostra zona assumono le caratteristiche tipiche del nostro territorio raggiungendo vette di eccellenza.

 

VINSANTO DEL CHIANTI DOC

Il Vin Santo, è un prodotto che ha radici e origini che si perdono nella notte dei tempi, da sempre viene realizzato in Toscana con tecniche tramandate oralmente di padre in figlio, come una preziosa eredità. Il nome, che significa "vino santo", senza dubbio si riferisce al suo impiego nei rituali religiosi, in particolare la Comunione cattolica romana, anche se ci sono altre interpretazioni sulle sue origini. Il Vinsanto è uno dei tipi cosiddetti 'vini di paglia': vini tradizionalmente ottenuti da uve lasciate appassire su stuoie di paglia dopo il raccolto. L'appassimento delle uve raccolte varia per un periodo di settimane o mesi, appendendo i grappoli a travi o stendendoli su canne o stuoie di paglia. I grappoli sono collocati nella parte più calda e secco della cantina (nota come vinsantaia) in modo che le uve si essicchino gradualmente durante l'inverno. Questo processo concentra gli zuccheri naturali delle uve (di solito perdono circa il 60% del loro volume originale) caratterizzando il sapore del vino. Tipicamente il vinsanto offre aromi di albicocca e fiori d'arancio, seguiti da un caramello, un palato ricco di noci e uva passa con un pizzico di miele.

Dopo che le uve si sono asciugate (3-6 mesi), sono delicatamente pressate e il mosto ottenuto fermentato. In Toscana i rigidi inverni sono spesso molto freddi così da ritardare o addirittura fermare la fermentazione e la soluzione a ciò è di mettere in moto il processo con una coltura starter (madre) presa dal vinsanto dell'anno precedente. Una volta che la fermentazione è finita, il vino viene lasciato maturare in piccole botti di legno chiamate caratelli. I caratelli sono completamente sigillati, non è possibile ricolmarli per compensare l'evaporazione naturale e questo inevitabilmente si traduce in una leggera ossidazione che dà il ricco colore ambrato al vinsanto. L'invecchiamento ha una durata minima di tre anni, anche se alcuni produttori lasciano i loro vinsanti nei caratelli fino a dieci anni.

Il Vinsanto è un vino noto fin dal Medioevo ed è diventato parte integrante della vita tradizionale toscana. Viene offerto come bevanda di benvenuto per gli ospiti della casa o sorseggiato in occasioni speciali, spesso abbinato ai tipici cantucci alle mandorle.

Al giorno d'oggi il vinsanto è ampiamente prodotto e riconosciute come DOC nel 1997. Sebbene il vinsanto sia generalmente classificato come vino da dessert, il suo livello di dolcezza varia sensibilmente: la maggior parte dei vinsanti è dolce (amabile) o molto dolce; altri, invece, sono quasi completamente secchi poiché ottenuti da grappoli che non sono stati lasciati ad essiccare completamente, subendo una fermentazione più rigorosa facendo si che la quasi totalità degli zuccheri sia convertita in alcool.

Il Vinsanto è interamente prodotto utilizzando varietà bianche di uva (Trebbiano Toscano, Malvasia, Grechetto), mentre la tipologia chiamata 'Occhio di Pernice' utilizza uve rosse, in particolare il Sangiovese.

Provincia e Camera di Commercio di Arezzo nel 2003 hanno promosso un importante progetto per valorizzare ulteriormente il Vinsanto aretino. E per farlo hanno chiamato quello che è considerato il massimo enologo italiano, Giacomo Tachis, che ha legato il suo nome, tra l’altro, a quello del Sassicaia, uno dei vini italiani più famosi nel mondo, e che del Vinsanto è un cultore. Il progetto ha selezionato sei aziende agricole pilota, rappresentative delle diverse aree e tipologie aziendali presenti sul territorio provinciale. E' stato previsto, inoltre, un percorso differenziato per altre sei aziende testimoni che si sono avvalse dei suggerimenti tecnici scaturiti dalle prove in oggetto, partecipando ai momenti formativi. Il programma ha visto un articolato calendario di interventi presso le aziende selezionate, volti al miglioramento qualitativo del “prodotto Vinsanto”, e una serie di iniziative e di momenti formativi volti all’approfondimento e alla trasferibilità dei risultati acquisiti nel corso del progetto stesso. L’obiettivo è stato quello di creare attenzione e consapevolezza verso una produzione locale di grande pregio e dai forti connotati simbolici e di tradizione che può diventare una risorsa, aggiuntiva ma significativa, per le aziende agricole della provincia.



 

 

E' possibile scaricare il disciplinare delle DOC e DOCG: 

 

 

 

 

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