Venerdì, 06 Settembre 2013 10:18

Comune CORTONA

Già dall'VIII secolo a.C. esistono testimonianze di un abitato protostorico di Cortona che si è sviluppato esattamente nello stesso luogo, centro dell’insediamento ellenistico e romano, dove ha continuato a vivere la città medievale e moderna. La più antica documentazione archeologica successiva risale al primo venticinquennio del VI sec. a.C., quando appaiono i tre grandi tumuli del piano, quello di Camucia, posto sulla strada per Chiusi, e il Primo e il Secondo Tumulo del Sodo, posti sulla via per Arezzo. Queste emergenze attestano la avvenuta formazione anche a Cortona di una ristretta classe aristocratica, autocosciente del proprio ruolo regale e della propria egemonia sul resto della compagine sociale.

Con il V secolo a. C. la città e il territorio di Cortona appaiono pienamente formati, ma solo con il IV secolo a.C. la pianta cittadina acquista una piena leggibilità grazie alla costruzione delle mura, realizzate in poderosa opera quadrata lungo un perimetro di oltre 3 Km., che ancora oggi costituiscono il segno tangibile di una straordinaria continuità della forma urbana tra l’età classica e la presente. La porta urbica meglio nota è la Porta Bifora, a doppio fornice, indagata tra il 1986 e il 1990 nel corso dei lavori che ne hanno consentito il restauro e la riapertura. La porta successivamente acquista il carattere di vera e propria “porta trionfale” di Cortona, dalla quale si dipartono due importanti vie, una diretta a Chiusi, l’altra ad Arezzo.Il momento di maggior sviluppo della città coincide con gli anni che separano la guerra annibalica, che investe le immediate vicinanze di Cortona (la battaglia del Trasimeno è del 217 a.C.), e l’acquisizione della cittadinanza romana, nell’89 a.C.
Le vicende belliche, che in Etruria provocarono la “liberazione” degli antichi servi, a Cortona lasciarono le grandi famiglie aristocratiche in posizione dominante e protagoniste di un nuovo periodo di fulgore della città. L’aristocrazia tardo – ellenistica interviene nell’urbanistica, nell’edilizia pubblica e nella sfera privata, soprattutto con realizzazioni di forte impatto ideologico, come i sepolcri. I membri di questo ceto vanno a rioccupare i grandi tumuli arcaici oppure li imitano nelle nuove forme ellenistiche, attestate dalle superstiti “Tanella di Pitagora”, “Tanella Angori” e Tomba di Mezzavia. Al momento dell’acquisizione della cittadinanza romana, il territorio di Cortona ha raggiunto una fisionomia ormai compiuta.
Le fonti letterarie ed archeologiche mostrano Cortona tranquillo municipium romano. Le evidenze edilizie più rilevanti sono costituite dalle grandi ville, di cui la più nota è quella di Ossaia, che alla fine della Repubblica entrò in possesso della nobile famiglia perugina dei Vibii Pansae e che all’estinguersi di quest’ultima gens venne annessa al fiscus imperiale, presumibilmente per lascito testamentario ai figli di Agrippa Caio e Lucio Cesari.

La villa, il cui abbandono risale a dopo la metà del V sec. d. C., è ricca di pavimenti a mosaico che coprono un arco di tempo dal I sec. a. C. al IV al sec. d.C.
Dopo gli anni bui dell’alto medioevo, nel quale è ancora dubbio se Cortona fu Diocesi ma che comunque recano importanti testimonianze come S. Michele Arcangelo e l’Abbazia di Farneta, nel 1200 Cortona si erge a Comune come tante altre città, governata da un podestà e da un capitano del popolo. Anche i Cittadini di Cortona furono divisi tra Guelfi e Ghibellini e ben presto si allearono con i Perugini per resistere al predominio aretino. Ebbero così inizio le rivalità con Arezzo. Nel 1232, alleati con i Fiorentini, i Cortonesi entrarono vittoriosi in Arezzo e ne asportarono le catene delle porte che attaccarono alle loro in segno di trofeo. Ma, nel 1258, gli aretini con l’aiuto dei guelfi cortonesi occuparono Cortona e la sacheggiarono. I cortonesi fuggiaschi nel 1261 con l’aiuto dei senesi e sotto la guida di Uguccio Casali rientrarono in Cortona per Porta Bacarellli, espugnandola dagli aretini. Era il 25 Aprile, festa di S. Marco e da quel giorno l’Evangelista fu scelto come patrono di Cortona. Notevole anche la presenza, in quei tempi, di Frate Elia da Cortona, progettista della chiesa di S. Francesco e dell’eremo delle Celle.Altra data importante per Cortona è il 1325: Papa Giovanni XXII constatata l’impossibilità di una convivenza Cortona-Arezzo, creava la nuova Diocesi di Cortona e il primo suo Vescovo Ranieri Umbertini. Numerose le testimonianze culturali del periodo, fra cui il Laudario di Cortona, una delle più suggestive ed ampie raccolte di Laude musicate. Dal 1325 al 1409 Cortona fu retta dalla signoria della famiglia Casali, che legò il proprio nome anche alla costruzione dell’omonimo Palazzo.La storia di Cortona dal 1400 si fonde con quella di Firenze. Non emergono quindi episodi storici di grande rilievo anche se nel 1509 l’assalto subito ad opera delle truppe imperiali guidate dal Principe Filiberto d’Orange costituisce un memorabile ricordo.

Con lo stabilirsi del governo di Cosimo I Medici e fino all’assoggettamento di Siena (1555) Cortona assunse una rilevante importanza militare che si materializzò nella costruzione, sui resti della rocca medioevale, della nuova fortezza medicea del Girifalco (1549) su progetto di Gabrio Serbelloni e di Francesco Lavarelli. A partire dalla seconda metà del 1500 Cortona è sede di Capitanato ed ha titolo e prerogativa di città.
Fiorì comunque la vita artistica, culturale ed economica, come testimoniano monumenti, palazzi, chiese e pitture, opere di artisti del calibro di Luca Signorelli, Pietro Berrettini o di architetti quali il senese Francesco di Giorgio Martini. Il periodo della famiglia Lorena al comando nel Granducato di Toscana si traduce, per l’intera Valdichiana, in una fase di grande opere pubbliche e creazioni di infrastrutture. Prima fra tutte, i Lorena legano il loro nome alle progressive bonifiche dalla palude e alla successiva razionalizzazione degli spazi agrari, con edificazione di casali specializzati nell’ambito agricolo, che, dal nome del Granduca Pietro Leopoldo, prenderanno il nome di “leopoldine” e che ancora oggi caratterizzano dal punto di vista edilizio la piana cortonese.

Nel 1727 è fondata a Cortona l’Accademia Etrusca ad opera dei fratelli Marcello, Filippo e Ridolfino Venuti. Si tratta della prima istituzione scientifica che si è occupata del popolo etrusco e da allora ha annoverato importanti personalità, da Voltaire a Winkelmann a Muratori, fino a Pallottino. Opera meritoria dell’Accademia è stata anche la divulgazione di varie opere, tra cui la traduzione della famosa Enciclopedia di Diderot, curata da Filippo Venuti. Il 1799 vede la città di Cortona sollevarsi contro i soldati francesi e polacchi mandati dai “Giacobini francesi” al grido di “Viva Maria”, dopo che Cortona era stata attaccata da quattromila soldati polacchi facenti parte degli eserciti di Napoleone. Con altrettanta decisione le popolazioni del territorio di Cortona avrebbero partecipato nel secolo seguente ai moti risorgimentali votando poi, nel plebiscito del Marzo 1860, a favore dell’annessione del granducato di Toscana al regno di Vittorio Emanuele II.

Informazioni aggiuntive

Indirizzo: P.zza Repubblica 1
Comune: Cortona
Vallata: Valdichiana
Telefono: (+39) 0575 6371
Sito Web: http://www.comunedicortona.it/
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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